CATECHESI CENACOLO DELL’AMORE MISERICORDIOSO GENNAIO 2019

Trascrizione Audio

Vogliamo partire dal salmo 67 per riflettere su come Dio salvi e si prenda cura di ognuno di noi:

«Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici
e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.
I giusti invece si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia.
Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
Di giorno in giorno benedetto il Signore:
a noi Dio porta la salvezza.
Il nostro Dio è un Dio che salva;
al Signore Dio appartengono le porte della morte».

 

Amen! Molte volte diciamo: “Il Signore si è dimenticato di noi!”. Vero? Quante volte lo diciamo? Forse non lo diciamo però lo pensiamo: “Il Signore si è dimenticato di me! Il Signore ha sempre un occhio di riguardo per tutti, ma di me si dimentica sempre! Vedi? A quello che ne combina di tutti i colori gli va tutto bene! Invece a me, che vado a Messa tutte le domeniche, che prego tutti i giorni, non me ne va bene una! Addirittura mi arriva pure la malattia!! Addirittura mi arriva pure la malattia incurabile!!! Ma guarda un po’ quanto è cattivo sto Signore!!!”. Forse quant’è cattivo non lo diciamo, ma forse lo pensiamo. «Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici»: guardate, chi è lontano da Dio state sicuri che sembra gli vada tutto bene, perché chi è prigioniero del male il nemico non continua a intaccarlo, perché è già dalla parte del male; invece chi è lontano dal male, e quindi sta nel bene, è naturale che il nemico vada a stuzzicarlo perché vuole che si allontani dal bene per stare col male. Ma sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici e fuggano davanti a Lui quelli che lo odiano. Chi di noi odia Dio? Tutti quanti amiamo Dio? Dio o si odia o si ama, non esiste una via di mezzo! Il forse, il tiepido va vomitato: o caldo o freddo, o bianco o nero, o bene o male. Non possiamo scegliere una via di mezzo perché la via di mezzo non c’è! O stai con Dio o stai contro Dio! Non esiste la via di mezzo, non esistono i compromessi. Noi cristiani spesso scendiamo a compromessi, ma quando scendiamo a compromessi non siamo più cristiani: o sì o no, o sei cristiano o non sei cristiano. Se scendi a compromessi non sei cristiano. Se scegli di non essere cristiano hai scelto di non esserlo, ma se scegli di esserlo non puoi dire sì a tante cose a cui va detto no: non puoi dire sì a quello che è contrario alla vita, non puoi dire sì a quello che è contrario alla natura, non puoi dire sì a quello che è contrario alla fede, devi dire no; non puoi dire no al bello che Dio ci dona, non puoi dire no al bene che ti fa bene e che fa bene all’altro, non puoi dire no a queste cose. Se dici sì a ciò a cui va detto no, non sei cristiano e hai scelto di non esserlo. E se dici no a ciò a cui va detto sì, vuol dire che non sei cristiano perché hai scelto di non esserlo. Ma la via di mezzo non esiste!

Dio nella sua santa dimora è padre degli orfani e difensore delle vedove, Lui si china a difendere l’orfano e la vedova. Gli orfani e le vedove erano le categorie più deboli del tempo, ma anche oggi è così: una donna che rimane vedova e che non ha altro rispetto a quello che guadagnava il marito è una categoria debole; un bambino, o un ragazzo, che rimane senza genitori è una categoria debole. E a quel tempo forse lo erano molto di più: la vedova veniva messa da parte dalla società perché non avendo più il marito, che era il difensore della moglie, non aveva più nessuno che poteva difenderla, senza il marito la moglie non aveva più difese; anche il bambino, il piccolo, era difeso dal papà. Ecco perché Dio è padre degli orfani e difensore delle vedove: Dio si fa padre dei propri figli e marito della sua Chiesa, di ognuno di noi. Se noi cerchiamo di stare lontani da Dio, non abbiamo bisogno di essere difesi, perché abbiamo scelto di non essere difesi. Ma se noi scegliamo di vivere una vita che possa anche sembrare debole, Dio sta con noi. E tante volte quelle domande che ci poniamo, “ma perché Dio mi fa questo?”, non ce le dobbiamo porre, perché altrimenti non stiamo agendo secondo la fede, o non stiamo mettendo in atto la fede. Cosa fa la fede? La fede non cerca ragioni. Che la ragione possa aumentare la fede è un conto, ma che la fede cerchi ragioni è sbagliato. La fede non cerca ragioni: quando io cerco le ragioni delle cose che mi capitano non sto mettendo in atto la fede. La fede mi fa andare oltre le situazioni, la fede mi fa essere tranquillo nel mio cammino, perché so che comunque sia Dio è con me.

Dio accoglie tutto di noi, e a Dio va dato tutto di noi! Perché va dato tutto di noi? Perché Dio custodisce: se tu cammini con Dio vieni custodito da Lui, con tutto quello che sei. Perciò non dare a Dio solo la parte bella di te, dagli anche la parte brutta perché Lui può trasformarla. Dagli tutto di te! Non dargli soltanto qualcosa, non dargli soltanto un minuto, non dargli soltanto un avanzo di tempo. Dagli anche quella sera che tu sei stanco e non vuoi andare alla preghiera, dagli anche quello. E quante volte ti viene voglia di dire: “Oggi è domenica, stamattina voglio dormire un po’ di più, ci vado stasera a Messa”, e poi ti capita di tutto perché tu non vada a Messa la sera; no, dai tutto a Dio, dagli anche quel tempo in cui sei stanco. Dai tutto di te a Dio! “Ma io sono misero, sono peccatore”: dagli anche il tuo peccato al Signore. Perché? Perché il Signore può trasformare il peccato. Se tu gli dai il tuo peccato, Lui ti può perdonare; se tu non glielo dai il peccato rimane tuo, e tu rimani condizionato dal peccato. Perciò Dio è Padre degli orfani e difensore delle vedove.

Se io mi sento orfano, e quindi non ho altri padri, non ho altri idoli, non ho altre persone a cui sono attaccato, allora Dio mi è padre; se io mi sento vedova, allora il mio difensore è Dio. E Dio mi è marito sempre, non soltanto fin quando sono in vita ma mi è marito anche oltre la vita. Noi sappiamo che il marito e la moglie, e non scandalizzatevi se vi dico questo, hanno senso soltanto in vita. Dopo la morte non esiste marito e non esiste moglie. Non pensiamo: “Ma chissà se rincontrerò mio marito o mia moglie!? Come li rincontrerò!? O se rincontrerò mio padre o mia madre!? E come li rincontrerò!?”. Li rincontreremo sicuramente ma non come marito e come moglie. Quindi togliamocelo dalla mente questo, perché non è cristiano pensare questo, perché il cristiano crede nella vita eterna, nella gloria di Dio totale. E quando tu sarai entrato nella gloria di Dio totale non avrai più bisogno delle cose di cui avevi bisogno quaggiù, perché avrai molto di più. Ma noi questo non possiamo comprenderlo pienamente ora, perché su questa terra siamo ancora limitati. Quando saremo nell’eternità quello che vivremo lo vivremo in pienezza, quindi non avremo bisogno di qualcosa che ci porti verso, ma già vivremo la pienezza. Non avremo bisogno del marito o della moglie, non come persona in sé, ma come mezzo che ci porti a Dio, perché saremo già nella pienezza e avremo bisogno di condividere con tutti gli altri quell’esperienza di eternità. Vi ricordate la parabola di quella donna che aveva avuto sette mariti tutti fratelli fra loro? Quando morirà di chi sarà moglie? Cosa dice Gesù? Di nessuno, né del primo né dell’ultimo, neanche del sesto e del quinto, e neanche del terzo e del quarto. Sarà moglie di nessuno perché nell’eternità non esiste questo. Esiste qualcosa di più, che è la pienezza della vita. Quindi noi siamo chiamati a vivere la pienezza della vita. Se nella tua vita ti rendi orfano e ti rendi vedovo, tu puoi essere accolto nella pienezza già in questo mondo, nella Chiesa, nel Corpo di Cristo, nel momento in cui ti rendi conto che sei tutto di Dio. Ecco perché noi dobbiamo offrire tutto a Dio: offrire me stesso, offrire la mia vita, offrire mia moglie, mio marito, offrire i miei figli, offrire i miei genitori, offrire i miei cari, offrire tutto ciò che fa parte di me. Offrirlo a Dio perché è Lui che mi può far vivere già da adesso la pienezza dell’eternità.

Allora con questo nel cuore chiediamo a Dio che ci sia padre e che ci conduca in questa vita. E soltanto chi è padre e chi è difensore ti può dare la salvezza. Ecco perché non ci dobbiamo fidare di nessun’altro se non di Dio. Vi racconto un aneddoto di un rabbino che disse questo ai suoi discepoli: “C’era un papà che vedendo il figlio nella casa che stava andando a fuoco, dice al bambino: «Buttati giù». Non era il quinto o il sesto piano, ma era il primo piano, perciò il papà sapeva che lo avrebbe potuto prendere: «Buttati giù». Il bambino si butta e il papà lo prende, però gli scivola un po’ dalle mani e il bambino cade per terra. Non si fa male, perché il papà comunque aveva attutito la caduta, ma si scortica un po’. Il papà disse al bambino: «Vedi, anche di tuo padre non sempre ti puoi fidare, fidati soltanto di Dio! Di Lui non devi avere nessun dubbio! Soltanto Lui ti può dare quello che ti serve! Anche io che sono tuo padre ho provato, ma non ci sono riuscito: sì, ti ho salvato la vita nel senso che non ti ho fatto morire, però ti sei fatto ugualmente male. Invece quando ti fidi di Dio non devi aver alcuna paura!»”. Quando ci fidiamo di Dio non dobbiamo avere alcuna paura e fidarsi di Dio significa non stare sempre lì a chiedere :“Ma Signore cosa devo fare? Ma Signore cosa vuoi da me? Ma Signore perché mi capita questo? Ma Signore perché mi capita quest’altro?”. Diamo a Dio tutto noi stessi, tutto di noi stessi, tutto. Niente deve rimanere nostro, sia il bello che il brutto. Dio accoglie tutto: il bello lo esalta, il brutto lo trasforma. E ciò che trasforma Dio rimane per sempre, perché Lui è Padre e ti vuole salvo, non ti farà cadere, Lui ti darà la possibilità di tenerti sempre in piedi. Che il Signore ci aiuti a vivere la nostra vita affidandoci totalmente a Lui e fidandoci completamente del Signore. Fidiamoci, affidiamoci e confidiamo nel Signore. Confidiamo: confidare significa non mettere in dubbio niente, confido! Tutto quello di cui io ho bisogno, Tu Signore già ce l’hai pronto per me, anzi già lo hai realizzato per me! Mi fido significa che vado oltre quello che posso vedere: mi affido, eccomi Signore, mi consegno a Te con tutto me stesso. Niente di ciò che è mio, ciò che è bello, ciò che è brutto, mi appartiene: dono tutto a Te perché Tu possa trasformare la mia vita, Tu che sei Padre degli orfani e Difensore delle vedove. Amen!

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