CATECHESI CENACOLO DELL’AMORE MISERICORDIOSO MARZO 2019

Trascrizione Audio

Come dicevamo l’altra volta, abbiamo volto iniziare questa serie di catechesi riprendendo un po’ i sacramenti, soprattutto il significato spirituale dei sacramenti, di quanto questi ci donano. Abbiamo visto il sacramento dell’iniziazione cristiana che è il battesimo, che ci inserisce nella grande famiglia di Dio, che da creature ci fa diventare figli di Dio, da creature belle ci da la possibilità di sentirci fratelli fra noi e soprattutto figli dell’unico Padre che è Dio. Non basta però il battesimo, perché bisogna poi prendere coscienza del dono che ci è stato fatto, che è quello dello Spirito Santo, ed essere confermati nella fede dallo stesso Spirito, per testimoniare la grandezza di Dio proprio grazie al dono dello Spirito Santo. Leggo un brano dal primo capitolo degli Atti degli Apostoli, che dice così:

«Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: “Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?”. Ma egli rispose: “Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra”».

E dopo questo Gesù ascende in cielo. Lo Spirito Santo è un dono, lo Spirito Santo è Dio che agisce nella nostra vita. Perché lo Spirito Santo possa agire nella nostra vita noi lo riceviamo il giorno del battesimo, ma poi bisogna che ne prendiamo coscienza. Ecco perché ci vuole un cammino di conoscenza di quello che Dio costruisce nella vita di ognuno di noi tramite il dono dello Spirito, che agisce, plasma, modella, cerca di formare le coscienze e poi ci rende testimoni. Ma ci rende testimoni nel momento in cui noi riconosciamo questo dono dello Spirito che ci trasforma: lo Spirito Santo è una forza trasformante, una forza che rinnova, una forza che da la possibilità a chi sceglie di essere cristiano di poterlo testimoniare.

Il sacramento di cui parliamo oggi, avete capito, è quello della confermazione, la cresima, che è il secondo dei sacramenti. Anche se noi lo riceviamo come terzo sacramento in realtà è il secondo perché la scala giusta sarebbe questa: battesimo, cresima e comunione. Perché la cresima si fa un po’ più in là? Perché come dicevamo è bene prendere coscienza di quello che è il dono dello Spirito Santo, quindi quando un ragazzino è un po’ più grande ha la possibilità di capire meglio questo dono. E si diventa (come diceva una volta la dottrina) adulti nella fede e soldati di Cristo! Cosa fanno i soldati in ogni patria? Difendono la patria! Il primo compito di un soldato è quello di difendere la patria, e molte volte per difendere la patria ci vuole il combattimento. E anche noi per difendere il nostro essere cristiani molte volte dobbiamo combattere, spiritualmente parlando, con quello che è il nemico del cristiano, (che nemmeno nominiamo perché non è degno di essere nominato). Essere cristiani significa appartenere a qualcuno, appartenere a Cristo. Nella confermazione noi ci rendiamo conto di appartenere a Cristo. Io faccio sempre l’esempio: se io sono di Pescara sono? Pescarese. Se uno è di Teramo è teramo, se uno di Roma è romano, se uno è de L’Aquila è aquilano. Quindi il cristiano è colui che vive come appartenente a Cristo. E possiamo vivere come appartenenti a Cristo nel momento in cui prendiamo coscienza di questo. Diventare cristiani, confermare il dono dello Spirito Santo, ci fa diventare adulti nella fede.

Un adulto non è colui che fa quello che vuole. Un adulto è colui che fa ciò che è giusto fare: un adulto cerca di essere assennato, di vivere secondo quello che sono le regole giuste, secondo quello che la vita ci mette davanti, affrontando la vita, non fuggendo o appoggiandosi sempre a mamma e papà; un adulto è qualcuno che vive non più legato al seno della mamma per essere allattato come un neonato, è qualcuno che non vive con il latte della mamma ma vive con il procurarsi il cibo. E nella fede succede la stessa cosa: uno che diventa adulto nella fede, che conferma di voler essere cristiano tramite la confermazione, decide di diventare adulto e di affrontare la vita, mettendo in gioco la sua fede e lasciandosi prendere dalla forza dello Spirito Santo per essere testimone. Non solo a casa sua! Prima a casa sua, a Gerusalemme, poi  in tutta la Giudea e in tutta la Samaria: in tutta la Giudea dove magari ci sono quelli che la pensano come noi, ma anche nella Samaria, dove ci sono quelli che non la pensano come noi. Quindi essere testimoni prima a casa propria dove ci si può confrontare, poi in alcuni luoghi dove ci si può ancora confrontare, ma poi anche lì dove ci si può confrontare e scontrarsi con altre realtà. E come diceva il Concilio Vaticano II, riprendendo i padri della Chiesa, noi dobbiamo essere cristiani e accogliere (questo ce lo scordiamo sempre!), accogliere tutte le altre religioni, ma difendere la nostra fino al martirio, fino alla morte! Quindi noi dobbiamo difendere, essere soldati di Cristo, per difendere la nostra fede fino alla morte. Perché? Non perché la religione cattolica è la migliore, ma per ciò che contiene, per ciò che viene custodito dalla religione cattolica, che è la verità di Cristo; quindi non perché è la migliore, ma perché ciò che è custodito è la verità. È diversa la cosa: non è migliore il Papa (e non me ne vorrà sicuramente Papa Francesco se dico questo), non è migliore padre Aurelio di un’altra persona, non è migliore qualcuno rispetto a qualcun’altro, ma l’unico migliore è la Verità. Chi è la Verità? Cristo! Amen!

Vediamo ora quali sono i segni presenti nel sacramento della confermazione e cosa stanno a significare. Per prima cosa la cresima è inserita nel grande sacramento dell’Eucarestia, per cui si riceve durante celebrazione della Santa Messa. Poi, a un certo punto, ci sono due segni importanti: il primo, quello del vescovo che insieme agli altri sacerdoti (gli unici, torno a ripetere, gli unici, che possono imporre le meni e invocare lo Spirito Santo sulle persone per consacrarle! Gli altri non lo possono fare! Quindi diffidate da chi vi mette le mani in testa! Diffidate! Un conto è se le mette per pregare, un conto è se le mette in testa!) impongono le mani e invocano in silenzio lo Spirito Santo. Perché in silenzio? Perché lo Spirito Santo non ha bisogno di grosse parole per farsi sentire: si è fatto sentire in quel soffio leggero! Tant’è vero che  la parola ruha cosa vuol dire? Ce lo dice la parola stessa … significa proprio soffio. Anche la parola greca pneuma non significa soltanto aria, vento, ma significa proprio soffio, anzi soffio leggero. Tutto questo per farvi capire che il vescovo nel momento in cui impone le mani e sta in silenzio sta pregando perché lo Spirito di Dio possa confermare quei ragazzi nella fede e dare loro la forza per essere testimoni. Dare la forza per essere testimoni: questo è importante!

Detto questo il vescovo fa una preghiera di epiclesi, quindi invoca lo Spirito Santo su questi ragazzi, e  poi mette il sigillo. Cosa succede? I ragazzi si mettono in fila e vengono verso il vescovo con il padrino che mette la mano destra sulla spalla destra del ragazzo e lo accompagna. Il padrino non dice niente, il padrino accompagna: il padrino deve essere quella presenza vera, reale, di uno che accompagna il ragazzo nella fede e lo aiuta a crescere nella fede. Quindi il ragazzo viene accompagnato dal padrino all’altare e il vescovo con il crisma segna, facendo un segno di croce sulla fronte, il tao, il segno del cristiano, e dice: “Ricevi lo Spirito Santo che ti è dato in dono”. Una volta si dava lo schiaffo per dire: “Questo è il timbro”. Adesso non si da più, adesso si dà la mano e si dice: “La pace sia con te”, e si risponde: “E con il tuo spirito”. In quel momento il ragazzo è confermato! Non è un rito magico! Perché? Cosa significa questo mettere il sigillo? Vi ricorda qualcosa? Vi ricorda qualche libro della Bibbia? Il Cantici dei Cantici: «Ti metto come sigillo sul mio cuore». Il sigillo ha un grosso significato perché è un segno di appartenenza. Quindi quando uno dice all’altro: “Mettimi come sigillo sul tuo cuore”, o “Ti metto come sigillo sul mio cuore”, significa non che tu appartieni a me, ma che io appartengo a te. Perciò Gesù che ci mette il sigillo ci dice: “Tu appartieni a me, adesso hai scelto di appartenere a me, e stai rinnovando quelle promesse che sono state fatte il giorno del tuo battesimo, quando a nome tuo i tuoi genitori hanno detto: «Io rinuncio a satana, rinuncio a tutte e sue opere, credo in Dio Padre, nello Spirito Santo, in Gesù Cristo, credo in quella che è la fede della Chiesa e accolgo lo Spirito Santo perché mi guidi per essere come Cristo comanda»”. Questo è tutto ciò che c’è dietro al sacramento della cresima.

Ma perché si usa il crisma? Che olio è il crisma? Un olio che viene usato per consacrare: infatti  vieni usato al battesimo quando si è consacrati figli di Dio; alla cresima per confermare quella consacrazione; quando si diventa sacerdote e vescovo, si ungono le mani del sacerdote e il capo del vescovo. Se dunque il crisma si usa per la consacrazione, tutti noi siamo consacrati! E nella consacrazione siamo diventati sacerdote, re e profeta, amen! Sacerdote perché con la nostra vita siamo chiamanti a lodare Dio, a sacrificare la nostra vita per lodare Dio; re perché col sigillo che c’è stato impresso noi diventiamo figli del Re ed eredi del Regno; profeti perché la profezia non è predire il futuro, ma la profezia è leggere i segni dei tempi e proiettare le conseguenze, belle o brutte, di quello che si sta vivendo, quindi vivere secondo il soffio delle Spirito, essere guidati dallo Spirito, per poter leggere la storia e confermarla nello Spirito. Questi gesti che il vescovo fa sono importanti, e senza di questi non c’è la cresima.

Facciamo un ultimo passaggio anche per capire bene e concludere questa nostra catechesi. Purtroppo la cresima oggi viene vissuta come il sacramento dell’addio, neanche dell’arrivederci, ma dell’addio! Io dico sempre ai ragazzi che devono prendere la cresima: “Questo è il sacramento dove voi salutate padre Aurelio, i catechisti, Gesù Cristo, la Madonna e tutti i santi. Li salutate ma per non rivederli più! Quindi, mi raccomando, fatelo bene, perché hanno bisogno di rispetto! Salutateli bene!”. Come abbiamo visto invece la cresima non è il sacramento dell’addio ma è il sacramento che ci inserisce con più consapevolezza nella Chiesa come cristiani. E qui c’è il ruolo del padrino e della madrina che devono aiutare il ragazzo. Non tanto dei genitori, perché per i genitori dovrebbe essere questa la loro vocazione naturale. Il padrino e la madrina devono essere coloro che aiutano i genitori ad accompagnare e crescere cristianamente nella Chiesa cattolica questi ragazzi. Come si sceglie un padrino o una madrina? Non per l’affetto, per la parentela, per quanto ci vogliamo bene, per quanto stiamo bene insieme, perché altrimenti succedono gli equivoci. Il padrino o la madrina di un cresimando si scelgono guardano (dico una parola grossa) la santità di una persona, se quella persona può veramente aiutare questo ragazzo a crescere cristianamente. Non dico ciò che non deve essere, perché chi vuole capire capisce: se uno sta in regola con tutto ciò che ci chiede la Chiesa fondata da Cristo e voluta da Cristo, e quindi ciò che dice la Chiesa nel suo magistero è ciò che vuole Dio. Cosa deve quindi avere o non avere il padrino? Non deve avere tutto ciò che è contrario alla fede cristiana, deve avere tutto ciò che è il dono di Dio. E qual è il dono più grande a cui tutti noi dobbiamo aspirare? La carità, l’amore! La carità non è quanto ci vogliamo bene, oppure sono caritatevole perché faccio l’elemosina, no! La carità significa essere timorato di Dio, essere aderente alla vita di Cristo, vivere secondo le leggi di Dio. Questo deve essere il padrino! Quindi non  serve sceglierlo per forza fra i parenti; Anzi è bene non sceglierlo fra i parenti, perché i parenti hanno già la loro funzione educativa nei confronti del il ragazzo: i genitori devono fare i genitori, i fratelli maggiori sono fratelli maggiori, i nonno sono già nonni, gli zii sono già zii. Non è vietato sceglierlo fra i parenti (solo i genitori non possono fare da padrini, tutti gli altri possono comunque fare da padrini), però è consigliabile sceglierlo fuori dal contesto famigliare. Meglio ancora se fosse lo stesso del battesimo poiché c’è una continuità. Ecco anche perché al battesimo è bene non scegliere qualcuno che abbia già tantissimi anni (e neanche tanto giovane), ma scegliere qualcuno che abbai la giusta fede, la giusta formazione, e che possa aiutare questo bambino a crescere  e a diventare adulto e poi accompagnarlo anche nella cresima.

Quindi il sacramento della cresima è il secondo sacramento dell’iniziazione cristiana, ci aiuta ad entrare a far parte della famiglia di Dio e creare comunione… e di questo parleremo la prossima volta. Riflettiamo allora sulla nostra cresima, su quanto noi abbiamo preso coscienza di essere cristiani, di appartenere a Cristo, di essere stati  messi come sigillo sul cuore di Cristo e di aver fatto mettere a Cristo il suo sigillo sulla nostra fronte per vivere da appartenenti a Cristo, per vivere da cristiani. Amen!

Stampa articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.

I agree to these terms.