Medjugorje 2016-04 La Salvezza di Dio

Catechesi ​ ​“La Salvezza di Dio”
a cura ​di ​ ​Padre ​ ​Aurelio D’Intino – 21 Agosto 2016

Trascrizione Audio

Signore Gesù noi ti ringraziamo e benediciamo per quello che ci stai facendo vivere in questo pellegrinaggio, per i doni che ci stai dando, per le grazie che ci stai accordando. Vieni ancora nella nostra vita, nelle pesantezze della nostra vita. Fa ancora Signore che possiamo sentirci liberati da ciò che ci tiene legati. Fa o Signore che possiamo essere come Tu ci vuoi. Ma soprattutto che possiamo agire come tu vuoi. Fa o Signore che possiamo sentirci liberi da quelli che sono i giudizi. Fa o Signore che noi possiamo donare con amore quello che serve di più al fratello secondo la tua volontà. VIENI SIGNORE Gesù. Scendi su ognuno di noi col tuo Santo Spirito. Vieni Signore Gesù. Scendi anche con la tua potenza che tocca, guarisce e libera.
Vieni per mezzo di Maria. Fa che sappiamo vivere un’esperienza spirituale ricca di te. Vieni con la tua benedizione su ognuno di noi. Vieni Signore Gesù.
Vieni Spirito Santo apri i nostri cuori, apri i nostri cuori alla lode. Questa sera vogliamo aprire veramente il nostro cuore. Apriamo le nostre braccia all’accoglienza dello Spirito. Facciamo scendere lo Spirito, facciamolo cantare in noi.
Facciamolo muovere in noi, perché possa uscire dalle nostre labbra una preghiera di lode, una preghiera di benedizione al Signore. Lode e onore a Te, Signore Gesù. Grazie Signore Gesù. Grazie per tutto quello che stai facendo nella nostra vita. Davvero ci hai preso dalle tenebre. Noi abbiamo chiuso il nostro cuore perché siamo stati feriti, siamo stati offesi, ci sentiamo abbandonati, ci sentiamo soli. Ma, aprite il cuore, spalancate il cuore. Fate entrare la Luce.
Che entri questa luce dello Spirito, che entri nel nostro cuore, si muova. Si muova nel nostro cuore. Gloria benedizione Osanna. Lode a Te, Signore Gesù.
Vieni. Grazie Signore Gesù. Grazie perché sei in mezzo a noi. Grazie perché stai passando. Ci stai guardando.
Togli ogni velo, togli ogni muro che abbiamo creato, ogni struttura, ogni forma di difesa. Butta giù.
Il capolavoro che siamo, il dono che siamo per noi stessi e per gli altri deve venire fuori. Gloria, Lode… Lode a Te Signore Gesù! Il nostro cuore canta…Vieni Spirito d’Amore… Vieni… Vieni o Spirito per mezzo di Maria…

Sap 6,12-16

Questa volta parliamo della salvezza di Dio che viene per mezzo di Gesù. Gesù significa il Signore salva. Jahvè salva.
Jahvè salva significa che noi siamo in una situazione di pericolo, allora abbiamo bisogno di essere salvati. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci venga a riprendere prima di cadere nel burrone. Di qualcuno che ci tiri su.
E Dio interviene nella nostra vita per salvarci, interviene in un modo impensabile, interviene incarnandosi.
Immaginate… se noi potessimo salvare un animale a cui vogliamo bene solo diventando animali, ci costerebbe molta fatica. Dovremmo rinunciare a tanto di noi.
Dovremmo perdere: la parola, gli affetti, i sentimenti, l’aspetto fisico per diventare come quell’animale. Ora pensate a quanto ha dovuto rinunciare Dio per diventare come noi. Ha dovuto rinunciare a tutto quello che era
Ha provato in tanti modi a salvare l’uomo, ma l’uomo ad un certo punto si ritrova nella stessa situazione di peccato
Gesù è venuto a redimere quello che dell’ uomo non fa parte del peccato. Nell’uomo non fa parte del peccato quello che ha creato Dio, ossia l’uomo in sé ; il peccato non fa parte dell’ uomo.
Il peccato è entrato a far parte dell’uomo ma Dio non ha creato l’uomo peccatore. Dio ha creato l’uomo libero e a Sua immagine e somiglianza. Non uguale a Lui, ma a Sua immagine e somiglianza.
L’uomo è entrato a contatto con il peccato con l’orgoglio, la superbia, la presunzione di essere più dell’altro e di farsi come Dio. L’uomo comincia a conoscere il male.
La bella notizia arriva adesso. Dio non ti vuole lasciare in questo male… Dio non ti vuole lasciare nel peccato… Dio non ti vuole lasciare nella morte. Dio ti vuole risollevare. E allora cosa fa?
Poiché l’uomo non può salvarsi da solo, Dio si mette accanto all’uomo.
Dio viene accanto a te, perché tu ti possa appoggiare a Lui. Quello che avresti dovuto fare fin dall’inizio! Ti dice: fallo! Appoggiati a me! Io ti voglio risollevare! Questa è la buona notizia.

Dio diventa parte di te per darti la possibilità di rialzarti e di ricominciare a camminare.
La salvezza ci è già stata portata! La salvezza è Gesù Cristo con la sua Morte in Croce e la sua Resurrezione. Gesù ci salva dal peccato vincendo la Morte. La morte è Satana.
Gesù Cristo schiaccia Satana con la sua Croce. Se noi ci aggrappiamo alla Croce schiacciamo Satana insieme a Gesù.
Gesù con la sua Croce si mette nella nostra vita come martello per schiacciare la testa a Satana. Lo fa con la sua Croce. Lo fa mettendosi nei nostri panni, nella nostra condizione umana, soffrendo più di noi.
Dio non ha creato il male, non ne ha fatto esperienza. Gesù non aveva conosciuto il male; nella Passione lo prende su di sé tutto insieme: la sua sofferenza diventa infinita, un dolore oltre ogni limite. Meditiamo su quanto possa aver sofferto. Gesù suda sangue nell’orto degli ulivi, Gesù soffre il dolore delle frustrate a sangue, la coronazione di spine, lo strappargli le vesti intrise di sangue attaccate alle ferite che strappa anche la pelle. Un dolore immenso per chi non aveva mai conosciuto il dolore.
Questo per la nostra salvezza. Tutto ciò significa che Dio non ti vuole perdere, che ti vuole vivo, che vuole che tu sia con Lui.
Gesù che ti salva, Gesù che muore in Croce per te, Gesù che soffre per te vuol dire che Dio vuole ancora darti la possibilità di vivere. Vuole che tu viva in eterno. Grazie Signore Gesù perché hai sofferto per i miei peccati e mi hai donato la vita eterna. Grazie Signore Gesù.
Gesù soffre, muore in Croce ma dopo tre giorni, risorge.
Ora possiamo cominciare a sorridere. Anche prima però avremmo dovuto sorridere, perché noi siamo importanti per Gesù. Se Gesù dà la vita per noi è perché siamo importanti per Lui. E quando una persona è importante per qualcun altro, deve sorridere!
Un piccolo esempio: due amici litigano e si separano. Ma poi un gesto di pace da parte di uno dei due apre il cuore all’altro, si sciolgono in un grande abbraccio e torna il sorriso
Dio non ha rancore verso l’umanità, è l’uomo che è arrabbiato con Dio perché non ottiene tutto quello che vuole e si distacca.
Ad un certo punto Dio gli dice – tu sei con me, tu sei mio, Io ti amo per quello che sei –
Dio dà la possibilità all’uomo di sorridere di nuovo. E non basta la morte in Croce di Cristo. Dà pure un’altra speranza all’uomo. Quella della Risurrezione. Quando risorge e si presenta ai suoi riuniti dice PACE A VOI.
Pace a voi significa – la mia Pace sia in voi- e la Pace che Dio dà è una pace che non finisce. Se rimane in te ti dà la gioia di essere vivo, di essere umano, di essere vero.
Nel peccato siamo morti, quindi nel peccato viviamo una vita falsa anche se abbiamo la pretesa di essere vivi.
Tu risusciti quando accogli Gesù Cristo nella tua vita, quando accogli la Salvezza dentro di te.
Questo accade quando accetti il fratello, la sorella così com’è … Non come vorrei … ma così come sono.
Gesù ci ama così come siamo.
Chiudiamo gli occhi e pensiamo: -Dio mi ama così come sono e mi vuole bene… con tutti i miei difetti, i miei peccati… mi vuole bene perché sono io

Amami così come sei / Non arrenderti ma amami / Io sarò sempre con te / E la mia mano la tua prenderà
È per te che sulla Croce ho dato la vita, solo per te / È per te che le mie mani ho lasciato forare, solo per te. È per te, solo per te / Perché ti amo / Amami, così come sei, coi tuoi peccati / Amami coi tuoi difetti, con la tua pochezza / Amami così come sei. Tu sei prezioso, prezioso per me

Grazie Gesù! La salvezza di Gesù. La salvezza è Gesù.
Solo pronunciando il nome di Gesù non solo con le labbra, ma anche col cuore e con la vita saremo salvi.
La salvezza è già arrivata! Noi siamo già salvi! La salvezza è Gesù!!! A noi tocca custodire questa salvezza come qualcosa di geloso, di intimo. Dobbiamo esserne capaci. Il contrario della salvezza è la dannazione.
La vocazione del cristiano è quella di essere santo. Io devo essere santo! Io sono santo perché Signore Tu sei santo. Non sarò mai santo come lo sei Tu, ma posso esserlo già su questa terra se rimango aggrappato a Te. I primi cristiani si consideravano santi dal battesimo perché è dal battesimo che veniamo chiamati alla santità e a dimostrarla con la vita. Non deve esserci posto nella vita a ciò che impedisce la santità: orgoglio, egoismo, …
Perché la mia santità possa essere messa in atto, ho bisogno che Dio sia in me. Se io sono in Te e Tu in me, io sono santo perché Tu sei santo. Cristo è venuto a ricordarci questo.

Gv 15,1-12

Essere gioiosi è una caratteristica del santo.
Leggiamo la vera vita dei santi, pur nella sofferenza erano gioiosi. Gioiosi perché sapevano che la vera vita non è quella proposta dalla società ma quella vissuta in Dio.
Se Dio ti ha creato a sua immagine e somiglianza e Lui è santo, tu per essere gioioso devi essere santo. Gesù Cristo è venuto a salvarci ricreando l’umanità. Togliendo tutto ciò che non c’era prima del peccato e ridandoci la vita nel Battesimo.
Il Battesimo è segno di quell’amore che Dio ha per te! Dio ti vuole salvo! Col Battesimo rinasci nella santità. Grazie a Gesù morto ma poi risorto per noi.
All’inizio le vasche in cui si battezzavano i primi cristiani erano ottagonali, c’ erano 3 gradini per scendere e 3 per risalire. Si scendono questi gradini, ci si immerge, si muore con Gesù Cristo che muore. Poi si risalgono gli altri 3 gradini e sul bordo c’era il diacono (per gli uomini) o la diaconessa (per le donne) per coprirli e asciugarli. Si risaliva per essere accolti nella Chiesa, nella vita di santità, nella vita del Corpo di Cristo. Ora membra del Corpo di Cristo
Ci hai dato la salvezza Gesù, ci hai dato il Battesimo. Siamo sacerdoti, re e profeti.
Ma non facciamo i sacerdoti perché celebriamo poco il Signore. Pretendiamo di essere re perché vogliamo il potere, e non pensiamo di essere profeti perché crediamo che esserlo vuol dire prevedere il futuro invece di saper leggere il presente.
Essere sacerdote vuol dire lodare e celebrare il Signore con la nostra vita. Tutti dobbiamo essere sacerdoti. Quelli che chiamiamo sacerdoti sono presbiteri o preti
Essere re vuol dire vivere nella regalità di Cristo. Siamo chiamati a regnare nel regno di Dio insieme a Lui già su questa terra.
Essere profeti vuol dire saper leggere, grazie al dono dello Spirito Santo, il presente facendo tesoro del passato. Purificato il passato si legge il presente per essere dono di Dio, presenza di Dio nel futuro.
Questa è la salvezza che Cristo ci ha portato: ci ha dato di nuovo la vita. Qui inizia la vita eterna.
Il Regno dei cieli lo vivo qui sulla terra dal momento in cui ne entro a far parte .col Battesimo e a condizione che viva il mio Battesimo, vivendo la mia regalità, il mio sacerdozio, la mia profezia. Se io non lo vivo con la mia vita non ne posso far parte.
Che il Signore ci aiuti a riscoprire questo. Noi siamo salvati per il dono che il Signore ci ha fatto della sua Passione, Morte e Risurrezione. Col Battesimo rinasciamo a vita nuova. Riscoprire la nostra vita come membra del Corpo di Cristo. Questa è la salvezza!

1Cor 12,12-26

L’ occhio non può svolgere il compito del naso o della mano e viceversa, allora perché ci deve essere invidia tra noi? Perché dobbiamo avere gelosia per quello che è l’altro o per quello che fa? Se ci facciamo travolgere da questi sentimenti non stiamo vivendo il Regno dei Cieli. Ma il regno delle tenebre.
Anche se fossimo entrambi piedi, uno sarebbe il destro e l’altro il sinistro: non potremmo fare la stessa identica cosa. Se io volessi fare quello che fa l’altro lo scimmiotterei, ma sarebbe solo un’imitazione. Non potrei mai essere veramente come l’altro e non potrei quindi svolgere completamente il compito che spetta a lui.
Che il Signore ci aiuti ad essere membra di questo Corpo e a comprendere che solo mettendo in atto il mio Battesimo posso vivere già su questa terra, il Regno dei Cieli. Questa è la Buona Notizia! Amen

Meditare Is 33,1-24
Perché avete paura?

Bruno Ferrero, C’è qualcuno lassù?

Era una famigliola felice e viveva in una casetta di periferia. Ma una notte scoppiò nella cucina della casa un terribile incendio. Mentre le fiamme divampavano. Genitori e figli corsero fuori. In quel momento si accorsero, con infinito orrore, che mancava il più piccolo, un bambino di cinque anni. Al momento di uscire, impaurito dal ruggito delle fiamme e dal fumo acre, era tornato indietro ed era salito al piano superiore.
Che fare? Il papà e la mamma si guardarono disperati, le due sorelline cominciarono a gridare. Avventurarsi in quella fornace era ormai impossibile… E i vigili del fuoco tardavano.
Ma ecco che lassù, in alto, s’aprì la finestra della soffitta e il bambino si affacciò, urlando disperatamente: “Papà! Papà!”. Il padre accorse e gridò: “Salta giù!”. Sotto di sè il bambino vedeva solo fuoco e fumo nero, ma senti la voce e rispose: “Papà, non ti vedo…”. “Ti vedo io, e basta. Salta giù!”, urlò, l’uomo.
Il bambino saltò e i ritrovò sano e salvo nelle robuste braccia del papà, che lo aveva afferrato al volo.
Non vedi Dio. Ma Lui vede te. Buttati!
Questa è la salvezza! Sapersi anche buttare. Noi siamo già stati salvati. Noi abbiamo paura perché non vediamo. Siamo legati ai sensi. Essere sensibile è una cosa buona ma a volte può essere d ‘inciampo alla santità. Bisogna saper gestire la nostra sensibilità perché non ci ostacoli.
Molte volte la sensibilità è influenzata dalle emozioni. Bisogna saper gestire le emozioni. Il rischio c’è soprattutto nella preghiera di essere troppo emotivi e sensibili. Se non sentiamo emozioni e non mettiamo in atto i sensi la preghiera non piace.
La preghiera non è efficace o meno perché piace o non piace, provoca sensazioni o ravviva la sensibilità. È efficace quando tu ti metti in contatto con Dio. Quando metti il tuo cuore nella preghiera, la preghiera è efficace. Quando metti solo le tue emozioni non sei legato a Dio

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3 thoughts on “Medjugorje 2016-04 La Salvezza di Dio”

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