Weekend della Misericordia

La Comunità Apostoli della Passione dell’Amore Misericordioso insieme alla Fraternità Apostolica della Divina Misericordia di Gela in ritiro spirituale. Lectio Divina e Insegnamento di Padre Aurelio D’Intino. Preghiera d’Intercessione. Adorazione Eucaristica.

Il primo weekend di febbraio, in occasione della Festa della Presentazione del Signore e della Madre di Misericordia, la nostra Comunità Apam insieme al fondatore Padre Aurelio D’Intino ha vissuto una missione di evangelizzazione e un ritiro spirituale presso la comunità di Gela, su invito di Don Pasqualino Di Dio, iniziatore del Movimento “Fraternità Apostolica della Divina Misericordia” e direttore del Centro di spiritualità della Misericordia. L’esperienza condivisa con Don Pasqualino Di Dio, i fratelli della Fraternità di Gela, i numerosi volontari dell’Associazione Dives in Misericordia, della Cooperativa Sociale Raphael e l’intera realtà parrocchiale ci ha edificato profondamente. Abbiamo visto una comunità accogliente, gentile e forte, che lavora per far risorgere la sua città, cercando di valorizzare le risorse della città stessa. Abbiamo visto l’abbondanza della grazia e i molti frutti della Misericordia: numerose attività sono state avviate per la cura delle famiglie disagiate e i poveri come dormitorio, mensa, raccolta degli alimenti, poliambulatorio, laboratori artigianali e molto altro. È una comunità che attinge la sua forza e la speranza dalla preghiera comunitaria e dall’Adorazione Perpetua. La preghiera è il centro propulsore di tutto! L’icona del volto della Madre della Misericordia, voluta dai poveri e volontari della Piccola Casa della Misericordia, è stata sempre presente durante il ritiro spirituale, come faro premuroso e delicato. In essa Maria mostra Gesù, Misericordia del Padre, ed il grembiule, segno identificativo del servizio di Cristo e di misericordia verso il prossimo. Nella lectio divina guidata da Padre Aurelio sin dal primo momento si è riflettuto su come essere strumenti di Dio, che è Misericordia; come aprire le porte al Signore per vivere, anche nelle difficoltà, una vita “feconda e che porta speranza”? come riconoscersi sempre una persona unica e amata agli occhi del Padre? La risposta sta nel far operare la Parola di Dio, facendo agire lo Spirito Santo in noi. Solo impegnandoci con la nostra volontà a tal fine, noi stessi diventeremo il miracolo, saremo quel prodigio che siamo per il Nostro Creatore. Ci ha accompagnato in particolar modo la figura di Rut, su cui Padre Aurelio ha intessuto la sua riflessione nei momenti successivi. Attraverso la vicenda di Rut abbiamo riflettuto sull’intervento salvifico del Signore, che entra in punta di piedi fino al compimento di meraviglie; così ha fatto con Rut, colei che ha aperto le porte della sua vita a Dio, affidandosi umilmente, fino ad entrare intimamente in relazione con Lui, Amore che si dona per i suoi figli. Come Apostoli della Passione dell’Amore Misericordioso ci sentiamo chiamati a meditare la Passione dell’Amore Misericordioso. Sulla Passione di Gesù è stata incentrata la mistagogia sul perdono a conclusione dei giorni di spiritualità condivisi con tutta la comunità gelese. Con il gesto concreto dell’inchiodare i chiodi dei nostri peccati sul legno della Croce abbiamo espresso il nostro abbandono a Dio. Se tutto è incentrato in Dio, i nostri peccati sono perdonati, ma se incentriamo il mondo su noi stessi, non c’è perdono. Il momento culmine si è vissuto quando la Croce, carica dei numerosi chiodi, sorretta da Padre Aurelio si è fatta strada percorrendo la navata tra le numerose persone, come segno del passaggio di Gesù -Dio salva- nella nostra vita per liberarci e donarci la Vita vera. Sentiamo una profonda comunione spirituale con la Fraternità di Gela di Don Pasqualino, poiché ci accomuna la stessa spiritualità della Misericordia e il desiderio di renderci strumenti dell’Amore Misericordioso, prolungamento concreto delle mani misericordiose di Dio. Entrambe le nostre comunità hanno come scopo la difesa della vita e la promozione dell’individuo, come persona unica e irripetibile. Una piacevole ‘dioincidenza’ ha voluto che, negli stessi giorni del Dicembre 2013, mentre a Gela nasceva la Piccola Casa della Misericordia, in Abruzzo gli Apostoli fondatori della Comunità Apam erano in ritiro spirituale al Santuario di San Gabriele dell’Addolorata, per pronunciare la promessa di appartenenza alla Comunità Apam dandole così vita. Siamo grati al Signore per la comunione profonda che ci unisce, certi che questi giorni di grazia abbiano generato una fraterna e profonda amicizia in Cristo. L’affabilità degli amici che ci hanno accolto, la cura delle piccole cose, l’entusiasmo, tutto ciò ci ha permesso di sperimentare, proprio come accadde a Rut, l’accoglienza di una Chiesa che è “Casa”, dimora di Dio incarnato in un sorriso, nello sguardo luminoso, nel dare spazio al fratello prima che a se stessi, nel farsi accanto vivendo il calore dello Spirito Santo. Ci sentiamo di esprimere la nostra gratitudine ai fratelli della comunità gelese per averci davvero fatto sentire a casa. Nel weekend della Misericordia è stata tangibile la certezza che il Regno di Dio si crea in terra, in virtù dell’amore che solo se donato si moltiplica.

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